Archivio mensile:Febbraio 2011

Goffo.net nelle università italiane

Goffo.net è un motore di ricerca nato recentemente, ma che permette già di essere considerato estremamente valido ed affidabile.
Infatti, Goffo.net consente all’utente di disporre di una notevole varietà di opzioni, in modo tale da non risultare assolutamente inferiore nei confronti dei più quotati e famosi motori di ricerca a livello internazionale.
In ogni caso, Goffo.net è una risorsa completamente gratuita, che funziona grazie all’efficacia di uno Spider ridondante, che opera sul web effettuando delle ricerche a tappeto su diversi siti e blog, saltando da un link di collegamento all’altro.
Ad ogni modo, tutte queste caratteristiche hanno, infine, portato alla creazione di un servizio assolutamente importante, che consente, tra le altre cose, di implementare ben otto motori associati, che riescono a spaziare su diverse ricerche.
Inoltre, l’interfaccia di Goffo.net pare decisamente semplice e, proprio per tale ragione, si può considerare un motore di ricerca efficace e valido, assolutamente da provare, per scoprirne tutte le potenzialità.

A Torino gli studenti si dimettono dal Senato accademico: non c’è democrazia

Oggi, per l’ennesima volta, le autorità accademiche hanno dimostrato che di democrazia, nell’ università, è inutile parlare. Dopo due interruzioni in senato accademico, la prima degli studenti e la seconda dei ricercatori, il Rettore e i gattopardi hanno avuto il coraggio di ignorare completamente le istanze portate da più di duecento persone in presidio al rettorato.

Chiedevamo le elezioni studentesche, per un motivo molto semplice: abbiamo ricevuto dagli studenti che ci hanno votato (la maggioranza, per giunta!) un mandato biennale, e riteniamo vergognoso e inaccettabile prolungarcelo. Questo farebbe di noi dei miseri poltronai. Abbiamo sempre creduto (e continuiamo a farlo) nella rappresentanza come mezzo, come strumento per ottenere l’ampliamento dei diritti ed un’università più equa e giusta. Non abbiamo mai creduto – come invece fa Obiettivo Studenti, la lista che fa capo a Comunione e Liberazione – nella poltrona in quanto tale.

Alla scadenza di un mandato democratico è necessario andare nuovamente al voto. Questo fatto è talmente semplice che non possiamo nascondere un certo stupore davanti a ciò che è successo oggi in senato accademico. Nonostante la palese semplicità della nostra esigenza di andare a votare, i rappresentanti di Comunione e Liberazione, coadiuvati dai soliti gattopardi, hanno ben deciso che, per un motivo o per l’altro, non era il caso di procedere ad un’ulteriore, inutile, costosa consultazione elettorale.

Quando questa decisione è stata approvata a ristretta maggioranza (8 a 7), ufficializzando un vero e proprio atto autoritario dell’ateneo, il presidio è entrato nella sala riunioni del rettorato bloccando il senato accademico. Pochi secondi dopo, abbiamo consegnato il plico con le dimissioni di tutti i rappresentanti degli Studenti Indipendenti, dai Consigli di Facoltà agli organi centrali. Vogliamo rimanere coerenti con le nostre idee, e tra queste vi è una visione ben precisa di cosa è democratico e cosa non lo è.

Allo stesso tempo, oggi c’è stata un’altra bella prova di rispetto della democrazia: nonostante il voto democratico dei ricercatori, è stato fatto in modo che la componente nella commissione statuto (altro bell’esempio di zozzerie e lottizzazioni) dei ricercatori non rispettasse le nomine assegnate; così dei due rappresentanti della Rete 29 Aprile, che ha occupato le università assieme a noi quest’autunno, solo uno è entrato in commissione.

A questo punto, è bene che i gattopardi se lo ficchino bene in testa: per la democrazia noi lottiamo ogni giorno, e non basta un voto in senato accademico per farci retrocedere.

Che si sappia: da oggi, ogni senato accademico, Consiglio di Amministrazione, Commissione o Consiglio di Facoltà sarà illegittimo, in quanto non avrà alcuna rappresentanza degli studenti. E, se non basterà questo, saremo noi a renderli impraticabili, interrompendo le sedute. E’ ora che le autorità accademiche si rendano conto di una cosa: che questa università non appartiene ai direttori amministrativi, al rettore o ai consiglieri di ammnistrazione; essa è proprietà di chi vi studia e di chi ci lavora. E’ dei ricercatori, è dei precari, è dei bibliotecari, è degli studenti. E se a questi soggetti non è garantita la rappresentatività, allora quest’università non deve poter funzionare.

Ai senatori che oggi si sono resi complici di questa scelta, al Rettore e ai gattopardi, e soprattutto ai “rappresentanti” (davvero significa questo “rappresentare” qualcuno?) degli studenti di Obiettivo Studenti e del FUAN, ci sentiamo di dire: se siete così miseri e poltronai da dovervi attaccare alla cadrega con le unghie, se non avete alcuna intenzione di concedere spazi democratici nella commissione statuto, se – in poche parole – non siete in grado di garantire democrazia all’interno dell’ateneo, questa democrazia noi ce la prendiamo. Da soli.

Studenti Indipendenti [ LINK ]