Archivio della categoria: lavoro

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Siglato un accordo tra Prospera e l’Università di Bologna

Saranno attivate forme di collaborazione per favorire una migliore conoscenza delle problematiche legate all’inserimento nel mondo del lavoro e promuovere l’ imprenditorialità fra le giovani generazioni

Alla presenza del rettore Ivano Dionigi, è stato firmato ieri mattina da Gianluca Fiorentini, preside della Facoltà di Economia, e Pier Luigi Curcuruto, presidente di Prospera – associazione no profit costituita da oltre 900 manager d’azienda, professori universitari e professionisti – un accordo per favorire l’entrata degli studenti nel mondo del lavoro e per promuovere l’imprenditorialità giovanile.

Il documento prevede la realizzazione di interventi formativi su quattro temi principali: strategia aziendale, controllo di gestione, business venture e finanziamento start-up, per gli studenti della Facoltà di Economia.

Il protocollo d’intesa tra l’associazione e l’Alma Mater prevederà anche un accordo con la Facoltà di Scienze. I temi principali saranno: business intelligence e knowledge management, sistemi distribuiti, reti wireless e problematiche giuridiche dell’informatica.

Prospera, il cui nome è l’acronimo di Progetto Speranza, riunisce manager, imprenditori e professionisti, nella volontà di affrontare ed essere partecipi alla soluzione di alcuni grandi temi del nostro tempo: la profonda crisi dei modelli di sviluppo dell’economia mondiale, l’impasse in termini economici, sociali, culturali ed etici, le incertezze delle nuove generazioni in tale situazione e la difficoltà dei giovani a proiettarsi con fiducia verso il futuro.

Rapporto Almalaurea 2010: laureati a Messina e lavoro

AlmaLaurea ha presentato il XII Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani. Sono stati intervistati oltre 210mila studenti di 49 Atenei, compresa l’ Università di Messina.
A livello generale, la situazione quest’anno risulta particolarmente preoccupante: lievita sensibilmente la disoccupazione rispetto all’anno passato, non solo fra i laureati di primo livello (dal 16,5% al 22%), ma anche fra i laureati specialistici biennali (dal 14% al 21%). La quota di lavoro stabile si contrae ulteriormente, così come il livello delle retribuzioni. E l’andamento negativo si conferma anche nel medio periodo, a tre e cinque anni dalla laurea.
L’indagine ha coinvolto i 2.833 laureati messinesi di primo livello dell’anno solare 2008, intervistati a un anno dal conseguimento della laurea. Ancora oggi rimane molto complesso stabilire le tendenze del mercato del lavoro basandosi sul collettivo dei laureati: manca, infatti, la possibilità di un’analisi nel medio e lungo periodo perché si tratta di giovani che, nella maggioranza dei casi, continuano gli studi, rimandando al post-specializzazione il vero ingresso nel mondo del lavoro. Osservazione valida anche per i neolaureati di primo livello dell’Ateneo di Messina: il 58% continua la formazione con la laurea specialistica, poco più della media nazionale del 57%.
A Messina il 39% dei laureati ha già un lavoro (la media nazionale è del 46%). Tra gli occupati, il 27% è dedito esclusivamente al lavoro, il 12% coniuga la laurea specialistica con l’occupazione.
Dodici laureati di primo livello su cento, non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro (la media nazionale è del 9%).
Dati positivi riguardano il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) che coinvolge, a un anno dalla laurea, il 44% dei laureati di primo livello di Messina, a fronte di una media nazionale del 42,5%, e il cosiddetto “lavoro atipico” (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) che coinvolge il 42% dei giovani messinesi (media nazionale: 40%). Anche il guadagno si attesta su valori poco più alti della media: a un anno dalla laurea il guadagno è di 1.043 euro contro i 1.020 del complesso dei laureati. Le donne, come avviene a livello nazionale, risultano penalizzate: guadagnano 954 euro mensili netti contro i 1.185 degli uomini.
La ricerca ha inoltre coinvolto i 651 laureati specialistici biennali dell’intero anno solare 2008 dell’Ateneo di Messina. A un anno dalla laurea lavora soltanto il 38%, un valore nettamente inferiore alla media nazionale del 56.7%. Ma c’è anche quasi un quinto dei laureati (18%) che continua la formazione, come a livello nazionale. Chi cerca lavoro è il 44%, contro il 26% del totale laureati.
Anche qui i dati positivi interessano il lavoro stabile, che coinvolge il 39% dei laureati di Messina, poco più della media del 38%. “Lavoro atipico” per il 44%, esattamente nella media nazionale.
Il guadagno, però, è inferiore: 918 euro mensili netti contro 1.115 del complesso dei laureati specialisitici. Anche in questo caso le donne risultano penalizzate: guadagnano 811 euro mensili netti contro i 1.104 degli uomini.
Il rapporto AlmaLaurea ha preso in esame anche i 1.156 laureati pre-riforma di Messina del 2004, intervistati a cinque anni dalla laurea. Chi lavora è il 70% (la media nazionale è l’82%), mentre 21 laureati su cento sono disoccupati (la media nazionale è il 10,4%). In formazione risultano 9 laureati di Messina (7,7% nel complesso).
La stabilità coinvolge il 64%, un valore inferiore alla media nazionale del 72%. Il lavoro atipico riguarda il 32% contro il 24% del complesso.
Il guadagno mensile netto per i laureati di Messina, a cinque anni dal conseguimento del titolo, è di 1.249 euro: a livello nazionale il reddito è il 1.328 euro.
Nel caso di Messina si deve comunque considerare la situazione del Mezzogiorno e il divario, dal punto di vista occupazionale, tra Nord e Sud come testimoniato da AlmaLaurea nelle sue indagini sui laureati.

L’importanza di una formazione personale e professionale continua

 

La formazione giusta per ogni situazione

La formazione professionale non è un momento da sottovalutare o un di più inutile e costoso. Sia dopo gli studi che durante il lavoro, è importante restare informati e approfondire determinati aspetti della professione svolta.

Come prima cosa, già trovare lavoro dopo la laurea è un’impresa talmente ardua che moltissimi neolaureati restano disoccupati parecchi mesi. Le aziende molto raramente assumono neolaureati, o persone con poco o nulla esperienza pratica. Per questo motivo uno dei modi più veloci per entrare nel mondo del lavoro è seguire un corso di sviluppo formazione, che fornisca le conoscenze specifiche e le abilità pratiche per un determinato settore. Prima di spendere ulteriori soldi è fondamentale però accertarsi che la scuola o l’istituto siano professionali e riconosciuti da industrie ed enti del settore, che i docenti siano professionisti preparati e che il corso abbia lo sbocco professionale che a voi interessa di più.


Ma anche una volta trovato l’agognato primo lavoro, è sempre meglio non adagiarsi sugli allori. Prima di tutto perché studiare mantiene la mente giovane e il cervello allenato. E poi perché in ogni professione, è sempre meglio tenersi aggiornati sulle ultime novità del settore, le tecniche più innovative e le ultime legislazioni promulgate. Questo tipo di formazione aziendale è essenziale per svolgere al meglio il proprio lavoro. Senza contare che sarà molto difficile che vi offrano un contratto a tempo indeterminato, specie se siete agli inizi, e può essere che l’azienda non intenda rinnovarvi il contratto, sia che dipenda da voi o dalla situazione dell’azienda. Gli imprevisti capitano, un lavoro che sulla carta sembrava ottimo potrebbe rivelarsi non adatto a voi. Perciò è meglio in questi casi non farsi trovare impreparati, ma avere già le carte in regola per cercare il prossimo lavoro con tutte le qualifiche necessarie. Ultimo ma non ultimo, se vi trovate nella condizione peggiore, ovvero essere stati lasciati a casa, dopo un contratto a progetto o a tempo determinato, l’importante è non restare mai con le mani in mano, ma occupare il tempo libero con attività che daranno i loro frutti nel futuro. Infatti, per rientrare al meglio nel mondo del lavoro, oltre a rispondere agli annunci e inviare curriculum alle aziende che vi interessano, avete la possibilità di seguire dei corsi full immersion. Il lato positivo del non lavorare, infatti, è avere del tempo libero da dedicare a sé e alla propria formazione. In primo luogo per non restare indietro rispetto alle novità del settore. E in secondo luogo per mettere a frutto il tempo, imparando cose nuove e maturando esperienze da inserire nel curriculum. Alle aziende fa sicuramente più effetto un persona che sa impegnare le proprie risorse e il proprio tempo, senza perdersi d’animo ma ampliando le proprie conoscenze mentre si è disoccupati e alla ricerca di lavoro. La formazione è un momento quindi molto importante, in qualsiasi stadio della vostra vita vi troviate. Facendo una veloce ricerca in internet è possibile trovare moltissime scuole e istituti che organizzano questi corsi, di diversa tipologia a seconda delle diverse esigenze. È importante però controllare le qualifiche di queste scuole, affidandosi solo a quelle più professionali. A cura di Martina Meneghetti Prima Posizione Srl Consulta il nostro network di blog professionali dedicati all’imprenditoria.