Archivio della categoria: lavoro

L’importanza di una formazione personale e professionale continua

 

La formazione giusta per ogni situazione

La formazione professionale non è un momento da sottovalutare o un di più inutile e costoso. Sia dopo gli studi che durante il lavoro, è importante restare informati e approfondire determinati aspetti della professione svolta.

Come prima cosa, già trovare lavoro dopo la laurea è un’impresa talmente ardua che moltissimi neolaureati restano disoccupati parecchi mesi. Le aziende molto raramente assumono neolaureati, o persone con poco o nulla esperienza pratica. Per questo motivo uno dei modi più veloci per entrare nel mondo del lavoro è seguire un corso di sviluppo formazione, che fornisca le conoscenze specifiche e le abilità pratiche per un determinato settore. Prima di spendere ulteriori soldi è fondamentale però accertarsi che la scuola o l’istituto siano professionali e riconosciuti da industrie ed enti del settore, che i docenti siano professionisti preparati e che il corso abbia lo sbocco professionale che a voi interessa di più.


Ma anche una volta trovato l’agognato primo lavoro, è sempre meglio non adagiarsi sugli allori. Prima di tutto perché studiare mantiene la mente giovane e il cervello allenato. E poi perché in ogni professione, è sempre meglio tenersi aggiornati sulle ultime novità del settore, le tecniche più innovative e le ultime legislazioni promulgate. Questo tipo di formazione aziendale è essenziale per svolgere al meglio il proprio lavoro. Senza contare che sarà molto difficile che vi offrano un contratto a tempo indeterminato, specie se siete agli inizi, e può essere che l’azienda non intenda rinnovarvi il contratto, sia che dipenda da voi o dalla situazione dell’azienda. Gli imprevisti capitano, un lavoro che sulla carta sembrava ottimo potrebbe rivelarsi non adatto a voi. Perciò è meglio in questi casi non farsi trovare impreparati, ma avere già le carte in regola per cercare il prossimo lavoro con tutte le qualifiche necessarie. Ultimo ma non ultimo, se vi trovate nella condizione peggiore, ovvero essere stati lasciati a casa, dopo un contratto a progetto o a tempo determinato, l’importante è non restare mai con le mani in mano, ma occupare il tempo libero con attività che daranno i loro frutti nel futuro. Infatti, per rientrare al meglio nel mondo del lavoro, oltre a rispondere agli annunci e inviare curriculum alle aziende che vi interessano, avete la possibilità di seguire dei corsi full immersion. Il lato positivo del non lavorare, infatti, è avere del tempo libero da dedicare a sé e alla propria formazione. In primo luogo per non restare indietro rispetto alle novità del settore. E in secondo luogo per mettere a frutto il tempo, imparando cose nuove e maturando esperienze da inserire nel curriculum. Alle aziende fa sicuramente più effetto un persona che sa impegnare le proprie risorse e il proprio tempo, senza perdersi d’animo ma ampliando le proprie conoscenze mentre si è disoccupati e alla ricerca di lavoro. La formazione è un momento quindi molto importante, in qualsiasi stadio della vostra vita vi troviate. Facendo una veloce ricerca in internet è possibile trovare moltissime scuole e istituti che organizzano questi corsi, di diversa tipologia a seconda delle diverse esigenze. È importante però controllare le qualifiche di queste scuole, affidandosi solo a quelle più professionali. A cura di Martina Meneghetti Prima Posizione Srl Consulta il nostro network di blog professionali dedicati all’imprenditoria.

Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti

 

Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti

La testata online www.repubblicadeglistagisti.it  pubblica oggi un articolo sul caso degli stagisti dell’associazione di Jacques Attali, insigne economista francese, di orientamento socialista, chiamato due anni fa da Sarkozy a guidare una commissione indipendente (la Commissione Attali appunto) di cui hanno fatto parte tra gli altri anche gli italiani Franco Bassanini e Mario Monti.

L’articolo riporta la notizia, apparsa qualche giorno fa sul quotidiano Le Monde, secondo cui PlaNet Finance – l’associazione di Attali – proprio in questo periodo ricerca per la sua sede parigina 14 stagisti a cui far svolgere mansioni iper-qualificate, come per esempio «capo-gabinetto del vicepresidente», pagandoli però solo il minimo indispensabile (400 euro al mese).

Peccato che Attali non più di due anni fa avesse pubblicamente condannando l’utilizzo degli stage come escamotage per non pagare i dipendenti: si legge su Le Monde che «Il Rapporto del 2008 della commissione Attali “Per la liberazione della crescita francese” preconizzava che “gli studenti [dovessero] essere decentemente remunerati”» e che «In PlaNet Finance, i posti di capo-gabinetto del presidente e del vicepresidente sono occupati da stagisti, che cambiano ogni sei mesi. Malgrado il rapporto Attali sottolineasse che le imprese “che ricorrono in maniera costante agli stagisti per occupare dei posti di lavoro, invece di assumere giovani in maniera stabile, devono essere dissuase”».

Attali, insomma, predicherebbe bene ma razzolerebbe male.

La sua associazione certamente paga gli stagisti, e non potrebbe fare altrimenti: in Francia c’è una legge che prevede l’obbligo di retribuire almeno 400 euro al mese (il 30% dello smic, il salario minimo garantito) tutti gli stage che durino più di due mesi. PlaNet Finance dunque si attiene scrupolosamente alla normativa. Ma questo basta? Le Monde ha provato a chiederlo direttamente all’interessato, Attali, che però ha fatto sapere di non avere tempo per una dichiarazione, lasciando che fosse l’ufficio stampa dell’associazione a replicare sinteticamente che «non vi è alcun abuso di stagisti», e che il 30% viene poi assunto. Ma la risposta non basta a Génération Precaire, il collettivo che difende gli stagisti francesi, che prontamente replica sottolineando di aver denunciato la contraddizione di Attali e l’ utilizzo spregiudicato di stagisti nella sua associazione già nel giugno del 2008.

Tutto l’articolo al link http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/jacques-attali-nei-guai-secondo-le-monde-la-sua-associazione-usa-troppi-stagisti