Archivio della categoria: Stage

E’ nato Vivere Genova il giornale della Città Intelligente il nuovo webmagazine creato dal Campus della Città Digitale

Vivere Genova, il Giornale della Città Intelligente è il primo concreto passo verso il rinnovamento completo della comunicazione comunale tramite la rete. Altri ne seguiranno e tutti saranno volti a valorizzare l’informazione riguardante la Città e le attività dell’Amministrazione.
L’obiettivo di Vivere Genova è quello di proporre ai genovesi e a quanti vogliono scoprire Genova, ciò che ogni giorno avviene in città dal punto di vista degli Eventi, della cultura degli spettacoli e della citylife in un webmagazine moderno e costantemente aggiornato.
Vivere Genova non parlerà solo di avvenimenti pubblici ed istituzionali ma si aprirà alla società civile coinvolta in prima persona nella costruzione di una informazione il più possibile esaustiva.
Il web sta sempre più affermandosi come medium di elezione per tenersi aggiornati e informati e in questa ottica il Comune non poteva esimersi dal proporre uno spazio di tal fatta caratterizzato da un largo uso della fotografia e dei video, mezzi preferiti per la comunicazione dei contenuti in rete.
Vivere Genova nasce nel Campus della Città Digitale del Comune di Genova ed è il prodotto del lavoro di una Redazione web giovane formata, da Dipendenti dell’Amministrazione, da tanti ragazzi che con entusiasmo danno il loro contributo volontario all’interno del consolidato rapporto di collaborazione tra Città Digitale e Università di Genova per lo svolgimento di stage formativi per gli studenti.
Vivere Genova vuol divenire anche lo specchio di una Genova spesso segreta che offre tante occasioni di intrattenimento e crescita culturale che il webmagazine offrirà per valorizzare e promuovere una Genova accogliente e a volte sorprendente.

www.viveregenova.comune.genova.it
Per maggiori informazioni, contatti e collaborazioni scrivete a cittadigitale@comune.genova.it

Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti

 

Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti

La testata online www.repubblicadeglistagisti.it  pubblica oggi un articolo sul caso degli stagisti dell’associazione di Jacques Attali, insigne economista francese, di orientamento socialista, chiamato due anni fa da Sarkozy a guidare una commissione indipendente (la Commissione Attali appunto) di cui hanno fatto parte tra gli altri anche gli italiani Franco Bassanini e Mario Monti.

L’articolo riporta la notizia, apparsa qualche giorno fa sul quotidiano Le Monde, secondo cui PlaNet Finance – l’associazione di Attali – proprio in questo periodo ricerca per la sua sede parigina 14 stagisti a cui far svolgere mansioni iper-qualificate, come per esempio «capo-gabinetto del vicepresidente», pagandoli però solo il minimo indispensabile (400 euro al mese).

Peccato che Attali non più di due anni fa avesse pubblicamente condannando l’utilizzo degli stage come escamotage per non pagare i dipendenti: si legge su Le Monde che «Il Rapporto del 2008 della commissione Attali “Per la liberazione della crescita francese” preconizzava che “gli studenti [dovessero] essere decentemente remunerati”» e che «In PlaNet Finance, i posti di capo-gabinetto del presidente e del vicepresidente sono occupati da stagisti, che cambiano ogni sei mesi. Malgrado il rapporto Attali sottolineasse che le imprese “che ricorrono in maniera costante agli stagisti per occupare dei posti di lavoro, invece di assumere giovani in maniera stabile, devono essere dissuase”».

Attali, insomma, predicherebbe bene ma razzolerebbe male.

La sua associazione certamente paga gli stagisti, e non potrebbe fare altrimenti: in Francia c’è una legge che prevede l’obbligo di retribuire almeno 400 euro al mese (il 30% dello smic, il salario minimo garantito) tutti gli stage che durino più di due mesi. PlaNet Finance dunque si attiene scrupolosamente alla normativa. Ma questo basta? Le Monde ha provato a chiederlo direttamente all’interessato, Attali, che però ha fatto sapere di non avere tempo per una dichiarazione, lasciando che fosse l’ufficio stampa dell’associazione a replicare sinteticamente che «non vi è alcun abuso di stagisti», e che il 30% viene poi assunto. Ma la risposta non basta a Génération Precaire, il collettivo che difende gli stagisti francesi, che prontamente replica sottolineando di aver denunciato la contraddizione di Attali e l’ utilizzo spregiudicato di stagisti nella sua associazione già nel giugno del 2008.

Tutto l’articolo al link http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/jacques-attali-nei-guai-secondo-le-monde-la-sua-associazione-usa-troppi-stagisti