Archivio della categoria: tecnologia

Guadagnare con le monete digitali

Come guadagnare con le criptovalute? E’ possibile guadagnare soldi attraverso la moneta digitale? Possono essere sufficienti risorse che non conoscono la finanza digitale ma magari si occupano di altre attività del web come posizionamento siti web, produzione software gestionali, creazione siti web Roma e Milano, sviluppo applicazioni iOS e Android. Quali risorse occorrono per guadagnare con le monete digitali? Queste ed altre domande se le pongono ogni giorno milioni di utenti, tra quelli che già sono possessori di criptovalute e coloro che invece stanno pensando di aquistarle. Ad oggi, dopo l’ormai lontano avvento della BitCoin, sono state immesse nel mondo moltissime altre criptovalute ed è possibile quindi fare delle valutazioni circa la resa che queste possono offrire. E’ innegabile quindi, che grazie alle criptovalute è possibile garantirsi un’ottima entrata economica e quindi, detto in parole povere, guadagnare molti soldi. Questo è possibile perché, grazie alle criptovalute, si possono già effettuare degli investimenti veramente molto interessanti. Ma occorre però essere molto attenti e cauti: in special modo quando si tratta di soldi ed investimenti, se non si è un minimo esperti, il fallimento potrebbe essere sempre dietro l’angolo. E quindi il consiglio è quello di attenersi sempre ad alcune regole fondamentali dettate dal Money Management classico, cioè applicare ai propri investimenti in criptovalute, criteri scientifici e tanto, tanto buon senso (che non deve mai mancare…). Ad esempio, una delle regole principali per gli investitori di criptovalute è quella che prevede un investimento che metta in gioco solo la quantità di moneta digitale che in effetti ci si può permettere eventualmente di perdere (altrimenti si parlerebbe di ‘azzardo’, non trovate?). Da cosa dipende quindi il successo o l’insuccesso di un investimento in criptovalute? Naturalmente, ciò che ci interessa in questo caso è capire se e in che modo è possibile guadagnare con le Criptovalute, quindi dobbiamo concentrarci sul successo di un’operazione di questo tipo. Questo infatti, dipenderà anche molto dallo studio delle informazioni che in quel momento saranno disponibili ai fini dell’investimento stesso. Facciamo un esempio pratico: se decidessimo di investire Bitcoin, bisognerebbe prima di ogni altra cosa, effettuare un’approfondita analisi del mercato di riferimento, quindi valutare tutti i rischi ma anche gli eventuali profitti sul capitale di cui disponiamo realmente. I risultati che si ottengono da questo studio, da questa valutazione approfondita e solo dopo aver attentamente osservato i dati, ci si può lanciare nell’investire la giusta somma di criptovaluta. Ma solo dopo essersi chiariti bene le idee grazie a metodi scientifici, consapevoli del fatto che un margine di rischio c’è sempre (nel mondo dell’economia ‘classica’, così come in quello degli investimenti in criptovalute

La Sapienza: nuovi studi sui nativi digitali e diritti d’autore

Recentemente si fa un gran parlare di musica online, di nuovi canali distributivi e di una possibile rinascita di una cultura musicale italiana dopo anni di crisi economica del settore.
Gli addetti ai lavori seguono con attenzione il grosso lavoro che sta facendo Filippo Sugar e della sua rivoluzione all’interno della SIAE. Essendo da poco diventato il presidente della Società degli Autori ed Editori, sta apportando notevoli modifiche all’interno del sistema; la prima di tutte sarà il nuovo sito internet, che sarà pronto entro l’estate. Il fine ultimo di questa mossa è quella di semplificare il più possibile la comunicazione con gli associati e con coloro che vogliono usufruire della musica di suddetti autori. Maggiore chiarezza, maggiore trasparenza e migliore rapporto con gli associati: queste sono le linee del suo operato. Il fine ultimo è quello di far capire cos’è il diritto d’autore, cercando di svecchiare il concetto e di far capire, soprattutto alle nuove generazioni, che l’artista deve essere remunerato per le sue opere. .
I giovani d’oggi, quelli che usufruiscono maggiormente della musica, non sanno quasi nulla di concetti come nativi digitali o diritto d’autore e lo dimostra la crescita della pirateria. Diventando sempre più avvezzi alla tecnologia, si scoprono anche nuovi modi per, ad esempio, scaricare musica in maniera illegale. Dal canto suo, anche la SIAE vuole sempre più rafforzare il suo contatto con chi usufruisce dei servizi che offre e questo è una cosa che Filippo Sugar vuole assolutamente ribadire. Proprio per questo periodo, è stata divulgata una ricerca dell’Università la Sapienza di Roma, che prende in esame i gusti e le abitudini di tutti coloro che possono avere a che fare quotidianamente con il copyright.

Filippo Sugar, Presidente SIAE

Si naviga su internet tutti i giorni e si va alla ricerca di musica, film e altri prodotti che si trovano in rete. Il 90% del campione preso in considerazione ha dichiarato di scaricare abitualmente questi files da internet, giustificando il tutto con il fatto che si tratta di risorse che si trovano gratuitamente. Si ha il massimo della scelta a costo zero. Sebbene ci siano ancora coloro che preferiscono pagare un abbonamento per sentire della musica, utilizzando servizi come Spotify, la gran parte di coloro che vengono definiti come nativi digitali non bada molto all’etica, sebbene si sia a conoscenza dell’illegalità dell’azione che si compie. In poche parole, i ragazzi che preferiscono piratare musica, film e quant’altro non hanno alcuna paura delle conseguenze di ciò che fanno perché pensano che il mondo del web sia privo di etica e regole. Un grande mare da cui attingere in maniera gratuita tutte le risorse che si desiderano, senza pensare minimamente a retribuire gli autori e a onorare il loro diritto. Come sottolineato da Filippo Sugar, questi dati sono molto importanti e si devono tenere in considerazione nel momento in cui si cerca di riformare il sistema, tentando di rifavorire il dialogo tra le parti e cercando di migliorare il tutto. La musica, il cinema e il mondo della creatività in genere senza la giusta retribuzione del diritto d’autore per gli artisti non avrebbe nessun futuro.

Il significato dei sogni

 

Se sommiamo le ore che nell’arco di tutta una vita dedichiamo al sonno, risulta che complessivamente trascorriamo quasi un terzo della nostra vita a dormire, circa 23 anni, di cui ben 4 sognando.
Dormire non è, come molti considerano oggi invece, tempo perso ma un processo, biologico e psicologico assieme, utile per il nostro benessere e per la salute, infatti tutti i mammiferi hanno bisogno di sognare e l’uomo si ammala o va incontro a gravi squilibri se non può dormire in modo soddisfacente e sognare con regolarità.
Il sonno è uno stato fisiologico della coscienza caratterizzato da una condizione di pressoché totale interruzione dei contatti sensoriali e motori che collegano l’organismo, e quindi il cervello, all’ambiente esterno.
L’addormentamento passa attraverso alcune fasi progressive, che si sono potute studiare attraverso lo studio del cervello :
lo Stadio 1, che occupa il 7% del tempo di sonno totale, è la fase dell’addormentamento e del sonno leggero in cui l’individuo può svegliarsi facilmente. In questo stadio vengono riferite fantasie simili a micro-sogni.
Lo Stadio 2, che dura il 50% del sonno dove il cervello è impegnato perlopiù in pensieri isolati e il loro ricordo è sparso e confuso
Negli Stadi 3 e 4, che ricoprono il 20% del sonno totale, si entra nel sonno profondo, interviene un forte calo del tono muscolare
Dopo questi stadi, e dopo circa 90 minuti dall’inizio dell’assopimento, il cervello addormentato ed inizia la fase in cui il cervello comincia a sognare.
Questo stadio viene anche chiamato fase REM, sigla da Rapid Eyes Movements, perché si caratterizza dalla presenza di rapidi movimenti degli occhi.
Questo stadio di sonno con sogni occupa il 23% del tempo complessivo del sonno.
In questa fase di sonno, nel quale il corpo è paralizzato, il nostro cervello è come cieco e sordo rispetto agli stimoli esterni e processa le informazioni che provengono dal suo interno, creando appunto i sogni e infatti, se si sveglia un soggetto durante una fase REM il ricordo del sogno sarà ricco e dettagliato.
http://smorfianapoletana.org/48-interpretazione-dei-sogni.html

Università e tecnologia, quando i tablet in aula?

 

Quella che si sta profilando all’orizzonte come una vera e propria rivoluzione digitale all’interno della scuola dell’obbligo non lascia di certo indifferente il mondo dell’università, che oggi più che mai conta veramente tanto sulla digitalizzazione per poter assumere un’identità ancora più di livello internazionale.
L’università è stata forse la prima istituzione scolastica che ha guardato al mondo digitale come un’opportunità di crescita, il primo luogo scolastico dove gli studenti, dopo la trafila fino alle scuole superiori, hanno avuto la possibilità di utilizzare i libri di testo in formato digitale piuttosto che cartaceo.
Ora con l’arrivo dei tablet sui banchi di scuola anche il mondo universitario non può non pensare come questi splendidi dispositivi siano realmente una risorsa utile per migliorare le tecniche di apprendimento finora utilizzate. Rendere uno strumento per lo studio i dispositivi che gli studenti universitari già usano serenamente tutti i giorni è la conseguenza logica dell’introduzione del digitale nelle scuole.
Oltretutto per gli studenti universitari, sempre più avvezzi all’utilizzo del web come risorsa da sfruttare per qualunque esigenza, è facile ad esempio riuscire a trovare offerte per il Kindle Fire al prezzo più basso della rete, uno degli strumenti migliori per la lettura di testi digitali.
La tecnologia sta alla base dei molti riconoscimenti che l’università italiana ha ottenuto nel mondo, soprattutto a livello scientifico e nel campo dell’ingegneria. Se si renderà possibile l’utilizzo dei tablet come strumento di studio all’interno delle aule universitarie l’interazione tra studenti e professori non potrà che giovarne.
Di certo i tablet hanno dei costi di acquisto abbastanza alti, soprattutto per quanto riguarda quelli appena usciti sul mercato o quelli che risultano essere molto performanti, però online è possibile avere in offerta un ipadmini super economico, che farebbe gola a qualsiasi studente. Infatti i dispositivi Apple sono quelli più diffusi tra gli studenti universitari, anche perché sono tra i pochi a riuscire a sfruttarne completamente tutte le potenzialità.
Se veramente anche l’università adotterà la politica di utilizzo dei tablet all’interno delle aule, allora la scuola italiana potrà dire di avere completato il suo processo di digitalizzazione, e di essere entrata prepotentemente nella scuola del futuro.