Archivio tag: precari università

Precari Università: 20 novembre assemblea nazionale a “La Sapienza”

 

Precari Università: 20 novembre assemblea nazionale a “La Sapienza

Dietro una gigantesca campagna mediatica solo tagli. Riprende la mobilitazione nelle università.

Il ddl Gelmini sull’università unito ai tagli pesantissimi della legge 133 colpisce innanzitutto i precari e gli studenti. Mentre gli organi di stampa a prescindere dalla collocazione ne esaltano i contenuti invitando ad accordi bipartisan per l’approvazione, i precari e gli studenti lanciano un appello a tutte le componenti dell’università e non solo. Il 20 novembre alla Sapienza il coordinamento precari dell’università della FLC e lavoratori precari della sapienza promuovono un’assemblea aperta a tutti.

Roma, 14 novembre 2009


Riprendere la parola, rilanciare il movimento
Appello per un’assemblea nazionale a Roma a “La Sapienza”
venerdì 20 novembre
Il Disegno di legge per la riforma dell’Università, da poco approvato in Consiglio dei ministri (28.10), ci impone di riprendere la parola. E’ passato un anno, infatti, da quel movimento straordinario che ha congelato ogni ipotesi di riforma organica dell’università, invadendo le piazze di tutta Italia. Un movimento, quello dell’Onda, che ha saputo reinventare il conflitto in un Paese trafitto dalle destre e privo di opposizione. Un movimento che, partito nelle università, è dilagato nelle scuole e ha coinvolto anche noi, precari della ricerca, già protagonisti delle lotte contro il Ddl Moratti nell’autunno del 2005.

La forza dell’Onda ha in buona parte fermato l’iniziativa governativa (ricordiamo che al seguito dell’approvazione del Dl 137 sulla scuola – 29 ottobre del 2008, la Gelmini aveva promesso un decreto legge anche per l’università), ma non è riuscito ad ottenere l’annullamento dei tagli finanziari alla formazione, massicciamente introdotti dalla Legge 133 (8 miliardi di euro in meno per la scuola, 1.5 miliardi di euro per l’università). Oggi, nel pieno di un autunno sempre più carico di disoccupazione e di precarietà, indubbiamente ancora debole sul piano del conflitto, il governo ha ripreso l’offensiva.

Il Ddl colpisce a morte l’università pubblica, riorganizzandola a partire dall’insistenza dei tagli. Se la parte relativa alla governance prefigura università snelle (per numero di facoltà), prive di democrazia (riduzione e svuotamento delle competenze degli organi collegiali) e aziendalizzate (apertura ai privati del Consiglio di amministrazione), la seconda, quella che delega il governo al riordino del diritto allo studio secondo la retorica del merito, introduce il prestito d’onore per gli studenti, imponendo la formula del debito individuale in sostituzione ai diritti comuni.

Ma è la terza parte quella che ci riguarda di più. In primo luogo viene abolita la terza fascia di docenza, quella dei ricercatori a tempo indeterminato. Solo contratti a termine per chi fa ricerca; poi, dopo sei anni e un’abilitazione, tutti a sgomitare per i pochi posti da professore associato, in concorsi locali e notoriamente “meritocratici” ma in realtà profondamente opachi, i cui criteri restano sostanzialmente invariati rispetto a quelli attuali. In generale, questo DDL cambia tutto per non cambiare nulla. Per un verso nessuna delle proposte elaborate in questi anni dai precari viene assunta, e resta la giungla di contratti precari che caratterizzano l’università attuale (gli assegni di ricerca, le borse di studio, i contratti di docenza e altro), con la ratificazione dei contratti di docenza GRATUITI. Per un altro verso si riduce lo spazio per la ricerca e si consolida la tendenza alla liceizzazione dell’università pubblica, in cui il compito prevalente delle figure “stabili” sarà la didattica. La riforma promette solo tagli e non è previsto alcun incremento di fondi: non si capisce quindi con quali soldi si potranno assumere i ricercatori a tempo determinato, il cui costo è superiore a quello degli attuali associati. Il tetto alla spesa per il personale confermato nel disegno di legge e i tagli pesantissimi della legge 133 che già oggi stanno producendo migliaia di licenziamenti non faranno che aggravarsi. Le campagne stampa che parlano di abolizione del precariato sono chiaramente demagogiche: questa riforma il precariato della ricerca lo moltiplica all’infinito.

E’ chiaro dunque che se questo DDL venisse approvato dalle Camere si definirebbe un punto di non ritorno, meglio, la dismissione dell’università pubblica che abbiamo conosciuto fino ad adesso. Un’università, intendiamoci bene, che non ci siamo mai sognati di difendere e che abbiamo con forza e passione criticato, a partire dal nostro ruolo. Oggi è necessario, però, riprendere la critica dei tagli e del DDL che ne è diretta espressione. Pretendere di finanziare questa riforma con i soldi dello scudo fiscale è insensato. Non si può vincolare l’università italiana alle trovate della finanza creativa del ministro dell’economia Tremonti. Resta il fatto che in Italia si spende meno dell’1% del PIL in ricerca, e questa riforma non prevede alcun incremento. Per questo riteniamo giunto il momento di riprendere parola, per confrontare analisi e proposte, ma anche e soprattutto per ridefinire una piattaforma e un’agenda di lotte condivise. Un’agenda che non si limiti ad assumere la partecipazione alle scadenze sindacali già in cantiere, ma che piuttosto faccia delle stesse occasioni per rilanciare un movimento e una campagna politica molto più ampia e a lungo termine, che riguardi l’università e la ricerca, ma che si leghi anche alle lotte degli studenti e della scuola e che cominci a immaginare e a pretendere un nuovo Welfare.

A partire da queste premesse e convinti che le nostre parole rispondano ad un’esigenza diffusa, convochiamo per venerdì 20 novembre, alle ore 14 presso Sapienza un’assemblea nazionale con il seguente odg:

1.Analisi del Ddl.
2.Piattaforma delle rivendicazioni.
3.Agenda delle mobilitazioni nazionali e territoriali.
E’ infine fondamentale coinvolgere nella partecipazione e nel dibattito gli studenti e tutte le componenti dell’università, della ricerca e della scuola, colpite allo stesso modo dalla politica del governo.

Lavoratori Precari – Roma
Coordinamento nazionale precari dell’università – FLC CGIL


Università e precariato. Veneto, è nato il Coordinamento dei precari universitari della FLC Cgil

 

Università e precariato. Veneto, è nato il Coordinamento dei precari universitari della FLC Cgil

Ieri 20 ottobre i precari veneti dell’università hanno dato vita al coordinamento regionale che si aggiunge a quelli costituiti in altre città.

È stato costituito ieri 20 ottobre 2009 il Coordinamento dei precari universitari FLC Cgil del Veneto.

In due assemblee, una all’università Ca’ Foscari di Venezia (presenti sia ricercatori precari di questa università che dello Iuav) e una all’Università di Padova, alle quali hanno partecipato anche il Coordinatore nazionale e il Segretario regionale, si è discusso di quali azioni intraprendere per iniziare a modificare realmente la vita dei precari della ricerca veneti, dai singoli diritti elementari, alla rappresentanza nei singoli atenei, fino alle legittime richieste di incentivare le concorsualità e di prefigurare una certezza delle prospettive lavorative.

Sulla scia del coordinamento torinese si è deciso allora di richiedere un tavolo di discussione ai Rettori, che possa formalizzare con certezza e precisione le misure necessarie.

 

Consulta i nostri blog su supplenze e banca roma.


Università e precariato. Politecnico di Torino, i precari e la FLC Cgil ottengono l’apertura di un tavolo di concertazione

 

Università e precariato. Politecnico di Torino, i precari e la FLC Cgil ottengono l’apertura di un tavolo di concertazione

Comunicato di FLC Cgil Piemonte e Torino e Coordinamento Precari Università FLC Cgil Piemonte.

La grande partecipazione di ricercatori precari, studenti e lavoratori dipendenti al presidio del 15 ottobre 2009 al Rettorato del Politecnico di Torino ha permesso di ottenere una vittoria importante: l’apertura ufficiale di quel tavolo di concertazione per cui i ricercatori precari si sono mobilitati da mesi!

Una mobilitazione coraggiosa che la FLC Cgil ha condotto in quasi totale solitudine.

Uniti agli studenti nel contrastare una riforma da più parti criticata dell’offerta formativa dell’Ateneo, che doveva essere approvata proprio nel Senato Accademico temporaneamente bloccato il 15 ottobre, abbiamo mostrato come saper opporci con forza a tutte le scelte antidemocratiche dell’Amministrazione. Abbiamo costruito nuovamente, con gli studenti, una voce critica all’interno di quell’Ateneo tra i più autoreferenziali in Italia: una voce capace di gridare “Sul nostro futuro decidiamo noi”!


Soprattutto è stata nuovamente focalizzata l’attenzione sul ruolo del “lavoro precario” (la ricerca e la didattica sono sostenute dal 50% del personale precario) e sulla condizione di lavoro che vede centinaia di persone prive di garanzie contrattuali e salariali. Noi riteniamo che la virtuosità del Politecnico sia anche da attribuire all’attività svolta da questi ricercatori. L’introduzione di garanzie per quanti oggi non possono godere delle tutele nel mondo del lavoro costituisce per noi il modo attraverso il quale difendere il valore e la natura pubblica dell’Università. Senza diritti del lavoro non è possibile salvaguardare il patrimonio del sistema universitario pubblico.

La mobilitazione ha fatto scaturire un tavolo di concertazione; un punto a favore dei lavoratori e del sindacato in un momento difficile per tutti i settore della conoscenza. L’apertura di un tavolo di contrattazione è un segnale che inverte la tendenza autoritaria sinora perseguita dal Ministero in materia di gestione delle risorse e dei rapporti di lavoro.

Questo accordo dimostra ancora una volta il valore della mobilitazione e la volontà dei lavoratori, stabilizzati e precari, di contrastare i provvedimenti del MIUR e di quanti nelle Università intendono perseguire quegli obiettivi.

Fornire ai lavoratori un indirizzo contrattuale e la fiducia nella possibilità di instaurare relazioni sindacali in grado di dare garanzie e libertà a quanti concorrono a dare prestigio alle università italiane.

Fiducia, contratto, garanzie. Questo ci consegna la mobilitazione di questi giorni e con questo indirizzo proseguiremo l’azione sindacale.

FLC Cgil Piemonte e Torino
Coordinamento Precari Università FLC Cgil Piemonte

___________________

Comunicato congiunto
Un tavolo di concertazione per la valorizzazione professionale
dei ricercatori non strutturati del Politecnico di Torino
Il Rettore del Politecnico di Torino, i rappresentanti dei Precari della Ricerca e la FLC Cgil Piemonte hanno concordato di istituire un tavolo di concertazione per affrontare le problematiche dei ricercatori non strutturati del Politecnico di Torino.

In un incontro con il Rettore, il Prorettore e il Direttore Amministrativo, avvenuto il 16 ottobre 2009, si è convenuto che occorrerà trovare soluzioni adeguate affinché il patrimonio umano e professionale che l’Ateneo ha costruito nel corso degli anni non vada disperso.

La delegazione composta dai delegati del Coordinamento Precari della ricerca e dalla FLC Cgil Piemonte ha formalizzato le proprie richieste, che sono sintetizzate nel documento allegato.

L’istituzione del tavolo di concertazione sarà comunicata dal Rettore al Senato Accademico del 21 ottobre 2009 e il tavolo sarà convocato nei giorni immediatamente successivi.

Per il Coordinamento Precari della Ricerca

Francesca Filippi (rappresentante)

Francesco Pescarmona (rappresent.)

Antonio Gliozzi

Gianluca Ramunno

Gabriella Tadde
Per il Politecnico di Torino

Il Rettore Francesco Profumo

Il Pro-Rettore Marco Gilli

Il Direttore Amministrativo Enrico Periti

Per la FLC Cgil Piemonte
Teodoro Lamonaca

___________________
Sintesi delle richieste formulate dai delegati del Coordinamento Precari della ricerca e dalla FLC Cgil, basate sul documento “Analisi, proposte e richieste …” (n. prot. 4219 del 09.03.2009 e 4361 del 10/03/2009) e sulla piattaforma sui precari della ricerca e della docenza universitaria della FLC Cgil.

•apertura di un tavolo di crisi regionale per rispondere con misure straordinarie alla grave emergenza occupazionale che coinvolge l’intero sistema universitario piemontese, allo scopo primario di introdurre una moratoria sulla risoluzione del rapporto di lavoro dei precari della ricerca per la conclusione del contratto e di reperire risorse finanziare tali da mettere in atto misure concrete da usare quali ammortizzatori sociali per una categoria di lavoratori che ne è sprovvista;
•segnalare a livello nazionale lo stato di crisi, richiedendo ufficialmente l’apertura di una fase di reclutamento straordinario nazionale e l’eliminazione di quei vincoli di legge (quali il computo nel turn-over dei Ricercatori a Tempo Determinato – c.d. Moratti, legge 230/2005 – i limiti di età sui bandi di concorso/progetto) che rendono impraticabile la gestione del transitorio e il passaggio ad un sistema più razionale di reclutamento;
•concordare con il sindacato e i rappresentanti dei precari interventi immediati mirati su diritti e benefit, tra cui:
1.diritto al compenso, adeguamenti salariali e regolarità nei pagamenti;
2.trattamento uniforme sugli aspetti di gestione della didattica, contributi pensionistici, sospensione retribuita per malattia o infortunio, diritto e sostegno alla maternità/paternità con le modalità previste per il personale dipendente;
3.riconoscimento della titolarità dei corsi per gli assegnisti in tutte le facoltà dell’ateneo e uniformazione dei trattamenti relativi all’attività didattica;
4.rappresentanza negli organi di governo;
5.accesso ai documenti di ateneo;
6.tessera mensa;
7.contributo per abbonamenti GTT;
8.istituzione di un ufficio interno di “Job placement” per personale ad alta qualificazione professionale.