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Migliaia gli studenti in piazza a Roma per l’acqua pubblica

“Oggi sono migliaia gli studenti universitari in piazza per chiedere la
ripubblicizzazione dell’ acqua” sostengono gli studenti della Rete
della Conoscenza. ” questo dimostra il forte coinvolgimento per un
tema che ha visto i medesimi attacchi subiti da scuola ed università.
Infatti la privatizzazione dei servizi e il conseguente attacco ai
diritti accomuna il mondo della conoscenza ed il popolo dell’acqua
sceso in piazza oggi”. Il nostro sostegno proseguira’ fino ai giorni
del referendum e oltre, passando dallo sciopero generale del 6 maggio
che accomunera’ tutte le lotte che si stanno esprimendo nel Paese”. A
prendere parte al corteo ci sono anche le numerose delegazioni giunte
da venti città per l’Assemblea Nazionale per l’Altrariforma affluite a
Roma per discutere del futuro dell’università e delle prossime
mobilitazioni. Domani tale assemblea proseguirà i lavori alla facoltà
di sociologia della Sapienza alle ore 10.

Rete della Conoscenza

A Torino gli studenti si dimettono dal Senato accademico: non c’è democrazia

Oggi, per l’ennesima volta, le autorità accademiche hanno dimostrato che di democrazia, nell’ università, è inutile parlare. Dopo due interruzioni in senato accademico, la prima degli studenti e la seconda dei ricercatori, il Rettore e i gattopardi hanno avuto il coraggio di ignorare completamente le istanze portate da più di duecento persone in presidio al rettorato.

Chiedevamo le elezioni studentesche, per un motivo molto semplice: abbiamo ricevuto dagli studenti che ci hanno votato (la maggioranza, per giunta!) un mandato biennale, e riteniamo vergognoso e inaccettabile prolungarcelo. Questo farebbe di noi dei miseri poltronai. Abbiamo sempre creduto (e continuiamo a farlo) nella rappresentanza come mezzo, come strumento per ottenere l’ampliamento dei diritti ed un’università più equa e giusta. Non abbiamo mai creduto – come invece fa Obiettivo Studenti, la lista che fa capo a Comunione e Liberazione – nella poltrona in quanto tale.

Alla scadenza di un mandato democratico è necessario andare nuovamente al voto. Questo fatto è talmente semplice che non possiamo nascondere un certo stupore davanti a ciò che è successo oggi in senato accademico. Nonostante la palese semplicità della nostra esigenza di andare a votare, i rappresentanti di Comunione e Liberazione, coadiuvati dai soliti gattopardi, hanno ben deciso che, per un motivo o per l’altro, non era il caso di procedere ad un’ulteriore, inutile, costosa consultazione elettorale.

Quando questa decisione è stata approvata a ristretta maggioranza (8 a 7), ufficializzando un vero e proprio atto autoritario dell’ateneo, il presidio è entrato nella sala riunioni del rettorato bloccando il senato accademico. Pochi secondi dopo, abbiamo consegnato il plico con le dimissioni di tutti i rappresentanti degli Studenti Indipendenti, dai Consigli di Facoltà agli organi centrali. Vogliamo rimanere coerenti con le nostre idee, e tra queste vi è una visione ben precisa di cosa è democratico e cosa non lo è.

Allo stesso tempo, oggi c’è stata un’altra bella prova di rispetto della democrazia: nonostante il voto democratico dei ricercatori, è stato fatto in modo che la componente nella commissione statuto (altro bell’esempio di zozzerie e lottizzazioni) dei ricercatori non rispettasse le nomine assegnate; così dei due rappresentanti della Rete 29 Aprile, che ha occupato le università assieme a noi quest’autunno, solo uno è entrato in commissione.

A questo punto, è bene che i gattopardi se lo ficchino bene in testa: per la democrazia noi lottiamo ogni giorno, e non basta un voto in senato accademico per farci retrocedere.

Che si sappia: da oggi, ogni senato accademico, Consiglio di Amministrazione, Commissione o Consiglio di Facoltà sarà illegittimo, in quanto non avrà alcuna rappresentanza degli studenti. E, se non basterà questo, saremo noi a renderli impraticabili, interrompendo le sedute. E’ ora che le autorità accademiche si rendano conto di una cosa: che questa università non appartiene ai direttori amministrativi, al rettore o ai consiglieri di ammnistrazione; essa è proprietà di chi vi studia e di chi ci lavora. E’ dei ricercatori, è dei precari, è dei bibliotecari, è degli studenti. E se a questi soggetti non è garantita la rappresentatività, allora quest’università non deve poter funzionare.

Ai senatori che oggi si sono resi complici di questa scelta, al Rettore e ai gattopardi, e soprattutto ai “rappresentanti” (davvero significa questo “rappresentare” qualcuno?) degli studenti di Obiettivo Studenti e del FUAN, ci sentiamo di dire: se siete così miseri e poltronai da dovervi attaccare alla cadrega con le unghie, se non avete alcuna intenzione di concedere spazi democratici nella commissione statuto, se – in poche parole – non siete in grado di garantire democrazia all’interno dell’ateneo, questa democrazia noi ce la prendiamo. Da soli.

Studenti Indipendenti [ LINK ]

Appello all’università: costruire l’alternativa

La ministra Gelmini accusa i suoi oppositori di saper dire solo no e di voler conservare la vecchia università dei privilegi? Per sfatare questo mito, studenti, dottorandi, precari e ricercatori si stanno unendo per scrivere insieme un’altra riforma dell’università, alternativa rispetto a quella proposta dal governo.
La notizia arriva da un documento che sta circolando in questi giorni, intitolato “Appello all’università: costruire l’alternativa”, che vede tra i primi firmatari i maggiori protagonisti delle mobilitazioni di questi mesi: i ricercatori della Rete 29 aprile, i precari del CPU, i dottorandi dell’ADI, l’FLC-Cgil e gli studenti di 14 atenei, cioè i 12 rappresentati da LINK-Coordinamento Universitario (Roma, Torino, Bari, Padova, Siena, Napoli, Salerno, Foggia, Taranto, Trieste, Viterbo e Campobasso) più le realtà indipendenti di Pisa (Sinistra Per) e Cosenza (Ateneo Controverso).

Insomma, quelli che vivono l’università tutti i giorni e che contestano la natura privatizzatrice del ddl Gelmini, che smantellerebbe l’università pubblica italiana, non ci stanno a fare la parte dei conservatori: “Non possiamo permetterci di cadere nella trappola di chi vorrebbe farci scegliere tra privatizzazione e conservazione, tra la difesa dell’ordine baronale che da sempre contestiamo e l’imposizione di un dominio aziendale altrettanto iniquo. – si legge nell’appello – Abbiamo la responsabilità di contrapporre all’offensiva governativa un’opposizione che guardi avanti e che rilanci la sfida per il futuro”.
Il percorso è stato lanciato, ora si cercano altre adesioni all’interno del mondo universitario e intanto si inizia a lavorare: è attivo il sito Wikisaperi (www.wikisaperi.org ), dove chiunque può partecipare all’elaborazione dei contenuti. Ma ovviamente non si procederà solo on line: “Proponiamo di dar vita in ogni ateneo, facoltà in mobilitazione, a dei laboratori per l’AltraRiforma, spazi aperti alla discussione di studenti, ricercatori, lavoratori, precari, in cui costruire proposte estremamente concrete, capaci di rendere reale l’alternativa. – scrivono i promotori dell’iniziativa – In tale percorso ciascuno metterà a disposizione di tutti le proprie idee, elaborazioni, e specificità, senza priorità e paletti che non siano la costruzione di un’università pubblica e di qualità”.

L’appello è aperto alle adesioni di tutti i soggetti universitari nazionali e locali, potete comunicarle a info@linkcoordinamentouniversitario.it o a chiunque altro tra i primi firmatari.
www.altrariforma.it  / www.wikisaperi.org
http://www.facebook.com/pages/AltraRiforma-dellUniversita/162220723790346

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Appello all’università: costruire l’alternativa

Il ddl Gelmini rischia di essere l’ultimo capitolo della lunga serie di attacchi che l’università pubblica italiana ha subito negli ultimi anni. Dopo anni di interventi mirati all’indebolimento progressivo del sistema formativo e del suo ruolo nel tessuto democratico nazionale, il governo ha scatenato un’offensiva a tutto campo. La conferma dei tagli della 133/08, l’ingresso del 40% di privati nei consigli di amministrazione, la limitazione delle già insufficienti forme di rappresentanza democratica, l’introduzione del prestito d’onore con la trasformazione di diritti in debiti, la messa ad esaurimento dei ricercatori, l’ulteriore precarizzazione della ricerca, imposte d’autorità dal governo a tutti gli atenei, sancirebbero la fine dell’università pubblica italiana.
Non possiamo però permetterci di cadere nella trappola di chi vorrebbe farci scegliere tra privatizzazione e conservazione, tra la difesa dell’ordine baronale che da sempre contestiamo e l’imposizione di un dominio aziendale altrettanto iniquo. Abbiamo la responsabilità di contrapporre all’offensiva governativa un’opposizione che guardi avanti e che rilanci la sfida per il futuro. Se vogliamo davvero fermare la Gelmini dobbiamo rispondere colpo su colpo e spostare più in alto l’asticella della sfida: all’attacco alla rappresentanza rispondere con nuovi modelli di partecipazione democratica; al taglio del diritto allo studio opporre un nuovo welfare studentesco che sappia garantire a tutti l’accesso al sapere.
La mobilitazione del mondo della conoscenza, l’indisponibilità dei ricercatori, non solo hanno svelato quanto grave fosse la crisi dell’università pubblica, quanto corta fosse la coperta che voleva nascondere l’effetto dei tagli, ma soprattutto tale protesta ha aperto uno spazio di speranza, uno spazio di vittoria possibile. Lo slittamento del ddl 1905 (ora ddl 3687) a dopo la sessione bilancio ci impone un maggior impegno per aprire uno spazio pubblico di discussione sull’idea di università e ricerca. Non si tratta di discutere dell’alternativa al solo ddl Gelmini, ma di come invertire la tendenza di un processo pluriennale di smantellamento e privatizzazione dell’università italiana.
Non possiamo pensare di impegnare le discussioni assembleari delle prossime settimane con la semplice, per quanto radicale critica al ddl. Non possiamo pensare di arrivare alla discussione parlamentare della riforma Gelmini senza una proposta alternativa complessiva. La sfida è che “dalla protesta alla proposta” non sia solo uno slogan, ma una pratica concreta. Per questo proponiamo di dar vita in ogni ateneo, facoltà in mobilitazione, a dei laboratori per l’AltraRiforma, spazi aperti alla discussione di studenti, ricercatori, lavoratori, precari, in cui costruire proposte estremamente concrete, capaci di rendere reale l’alternativa. In tale percorso ciascuno metterà a disposizione di tutti le proprie idee, elaborazioni, e specificità, senza priorità e paletti che non siano la costruzione di un’università pubblica e di qualità.
Già l’assemblea nazionale del 17 settembre indetta dalla Rete 29 Aprile, l’assemblea nazionale dei precari della ricerca dell’8 ottobre e l’assemblea dei movimenti sociali uniti contro la crisi del 17 ottobre, hanno evidenziato l’esigenza di aprire un percorso di costruzione dell’alternativa.C’è bisogno del contributo di tutti e di uno slancio di generosità di ciascuno, per difendere l’università pubblica e per cambiarla dal basso, da luogo dell’immobilismo e delle clientele a motore della trasformazione del paese, in grado di portare l’Italia alla costruzione di una società della conoscenza libera, democratica ed eguale, a partire dall’AltraRiforma.
Primi firmatari:
LINK-Coordinamento Universitario
ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca Italiani
CPU – Coordinamento Precari dell’Università
FLC-CGIL
Rete 29 Aprile
ASU – Padova
Ateneo Controverso – Cosenza
Collettivo Duekappaotto – Campobasso
Coordinamento Precari Ricerca Catania
Coordinamento Studentesco LINK Tuscia
Link Bari
Link Fisciano
Link Kollettivo Foggia
Link Napoli
Link Roma
Link Siena
Link Taranto
Lista di Sinistra – Trieste
Rete Ricerca Precaria – Bologna
Sinistra Per – Pisa
SI – Studenti indipendenti – Torino

La 3a edizione di Innovation Circus, evento milanese dedicato all’innovazione e alla tecnologia

Condividere il futuro. La 3a edizione di Innovation Circus

INNOVATION CIRCUS 2009
Dal 6 all’11 ottobre 2009 a Milano la terza edizione della kermesse dedicata all’ innovazione tecnologica. Due importanti novità (innovation talk e innovation cafè) e un sito completamente rinnovato.

Milano, 28 luglio 2009 – Innovation Circus, la kermesse dell’innovazione tecnologica, torna per la terza volta in pieno centro a Milano dal 6 all’11 ottobre 2009 con un obiettivo preciso: condividere il futuro.
L’iniziativa è promossa da Regione Lombardia, Provincia di Milano e Camera di Commercio di Milano in collaborazione con il Comune di Milano (Assessorato Ricerca, Innovazione, Capitale umano) e la Rete degli incubatori della città di Milano, mentre l’organizzazione è del centro di trasferimento tecnologico Alintec.
La manifestazione, rivolta a esperti, ricercatori, imprese, studenti, appassionati e cittadini comuni conferma e rinnova i suoi spazi: reali e virtuali.
La suggestiva location della Loggia dei Mercanti e di Palazzo Giureconsulti è stata infatti ricontestualizzata, per ospitare le due novità di questa edizione: Innovation cafè e Innovation talk, rispettivamente un ambiente di edutainment e delle lezioni sul futuro nel Teatro della Loggia. A completare l’obiettivo di comunicare e condividere l’innovazione, anche il sito www.innovationcircus.it è stato oggetto di uno stimolante upgrading grafico e di contenuto.


GLI SPAZI E I TEMI DELLE GIORNATE
Innovation cafè, presso la Loggia dei Mercanti, è un ambiente dove conoscere i progetti e i prototipi del mondo che cambia in modo piacevole e rilassato. Un’area di “relax attivo” dotata di postazioni pc e video consultabili liberamente per approfondire le tematiche trattate durante gli incontri.
L’appuntamento quotidiano con gli Innovation talk, in collaborazione con Nova-IlSole 24 Ore, offre a tutti lezioni sul futuro che hanno l’obiettivo di diffondere il senso dell’ innovazione scientifica e tecnologica come fattore culturale e sociale, come spazio di opportunità, come mondo di interessi e idee che valorizzano l’eccellenza tecnologica. Incontri a cui parteciperanno testimonial d’eccezione e che approfondiranno i 4 temi della 3a edizione di Innovation Circus: Energia e Sostenibilità Ambientale, Alimentazione e Salute, Information&Communication Technology, Arte e Design.
Sono invece rivolti ai professionisti e agli addetti ai lavori i convegni a Palazzo Giureconsulti, sempre focalizzati su innovazione e tecnologia. In particolare vengono tracciati gli scenari del futuro, viene affrontato il tema della brevettazione e si parla dell’eccellenza tecnologica delle aziende italiane.
A chiudere il quadro: iniziative culturali e di coinvolgimento, presentazioni di nuovi prodotti, spettacoli, happy hour e vj set.

IL SITO
www.innovationcircus.it è stato pensato come un portale 2.0 per favorire lo scambio di informazioni, idee e commenti prima, durante e dopo lo svolgimento dell’evento.
Una nuova veste grafica semplice e user friendly esprime la dinamicità di Innovation Circus e la spinta di questa edizione nella direzione del confronto e della condivisione.
L’home page permette l’immediato accesso alla community e al blog di Innovation Circus, luoghi virtuali ricchi di spunti e riflessioni. Non poteva mancare poi il link ai social network più usati, Facebook e Twitter.

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