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Università e ricerca. Gelmini incontra il prof. Iavarone, costretto a trasferirsi negli USA per portare avanti sue ricerche

 

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Gelmini incontra il prof. Iavarone, costretto a trasferirsi negli USA per portare avanti sue ricerche

Roma, 16 settembre 2009

Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato questo pomeriggio Antonio Iavarone, professore di Neurologia e Patologia all’Institute for Cancer Genetics della Columbia University Medical School di New York. Dopo aver denunciato il nepotismo dell’università italiana, nel 2000 Iavarone fu costretto a trasferirsi negli Stati Uniti per continuare i suoi studi sui tumori al cervello dei bambini. Lo scorso agosto ha realizzato una scoperta che potrebbe portare a nuove terapie contro i tumori al cervello e le malattie neurologiche.
“Con il ministro Gelmini – ha affermato il prof. Iavarone – abbiamo discusso di Università e Ricerca in Italia, della creazione di Centri di Ricerca d’eccellenza e di come spezzare il regime clientelare che vige nelle università italiane”.

 

 

Chi è Antonio Iavarone

Antonio Iavarone e Anna Lasorella lavorano al Columbia University Medical Center di New York

Via dall’Italia per nepotismo scoprono il gene anticancro

ROMA. Si chiama Huwe1 il gene che aiuta le cellule staminali a svilupparsi e a diventare adulte. L’hanno scoperto gli italiani Antonio Iavarone e Anna Lasorella, che da molti anni lavorano al Columbia University Medical Center di New York. La ricerca, che si è meritata la copertina della rivista internazionale Developmental Cell, dimostra che lo stesso gene è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello che colpisce bambini e adulti, il glioblastoma multiforme.


La scoperta promette di avere conseguenze importanti sulla ricerca di base relativa alle cellule staminali, ma getta anche le premesse per future terapie contro i tumori.

La polemica. A dieci anni di distanza, l’Italia che ha lasciato in seguito a una vicenda di nepotismo non sembra affatto diversa ad Antonio Iavarone, l’esperto di biologia dei tumori cerebrali. «Adesso non ho voglia di riprendere quella storia, ma a dieci anni di distanza le mie considerazioni sono sempre amare: tutto nel sistema universitario italiano sembra fermo a dieci anni fa», dice. «L’Italia – prosegue – ha un sostanziale disinteresse nei confronti della scienza».

Iavarone ha lasciato l’Italia nel 1999 insieme alla sua moglie e collaboratrice Anna Lasorella. Si trasferirono a New York, nell’Albert Einstein College of Medicine, dopo avere ottenuto l’aspettativa in seguito a uno scontro con l’università giunto fino al Tar del Lazio. Negli Usa hanno collezionato un successo professionale dopo l’altro, pubblicando sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. «I governi che in Italia si sono succeduti in questi anni – osserva – non hanno mai pensato di modificare il sistema della ricerca. Altri Paesi, come la Spagna, si sono comportati diversamente: hanno costruito nuovi centri non collegati al sistema universitario».

La scoperta. Far regredire nello sviluppo le cellule adulte è possibile da tempo, ma il problema era fare in modo che queste cellule tornassero adulte. A trovare la chiave per riuscirci sono stati Iavarone e Lasorella: «Adesso – ha detto Iavarone – abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte». La proteina, come il gene che la produce, si chiama Huwe1. Una volta introdotta nelle staminali del cervello, «permette loro di diventare neuroni». Una proteina come Huwe1 Impedisce alle cellule che alimentano i tumori di moltiplicarsi e i tumori cercano di liberarsene.

Futura terapia. Dice Iavarone: «Ci aspettiamo che riportando al normale l’attività di Huwe1 nelle cellule dei tumori cerebrali di pazienti in cui Huwe1 è assente potremo fermare la crescita del tumore».


Università e ricerca. Gelmini: l’Ebri non chiuderà. Pronte iniziative a sostegno

 

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Dichiarazione del Ministro Mariastella Gelmini

Ricerca, Gelmini: l’Ebri non chiuderà. Pronte iniziative a sostegno.
Roma, 4 settembre 2009
Ritengo troppo importante il lavoro dell’Ebri e del premio Nobel Rita Levi Montalcini per poter pensare che le attività svolte da questo centro di ricerca possano interrompersi. L’Ebri è un centro di eccellenza che va tutelato in qualsiasi modo. Per questo motivo sono già in atto queste tre azioni:
Creazione di un tavolo tecnico tra il Ministero, l’Ebri e la proprietà per verificare la possibilità che l’Ebri possa continuare a lavorare nelle strutture che attualmente utilizza;
Trasferimento in una sede alternativa: in questo caso, esistono già alcune ipotesi molto concrete per trasferire il centro in altre strutture.
E’ in via di erogazione il finanziamento del Ministero da 485mila euro, che ho già firmato e che attende il parere delle commissioni parlamentari, per consentire all’Ebri di proseguire gli studi e le attività di ricerca.

 

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Televisione e democrazia: Videocracy Teaser

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Televisione e democrazia: Videocracy Teaser

 

In una videocrazia la chiave del potere è limmagine. In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale in Italia. Un film di Erik Gandini. Al cinema dal 4 settembre.

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Si parlerà anche di Università e Innovazione alla seconda edizione di Economia 3

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Non un’inflazionata analisi dell’attuale crisi globale, né una vetrina fine a se stessa, ma una intensa 3 giorni di incontri, workshop e formazione concentrati sull’economia, e sui temi della conoscenza, della terra e dell’energia.
Come si esce dall’attuale crisi? Che cosa ci riserva il futuro? Come potremo valorizzare gli elementi distintivi del tessuto produttivo toscano che portano in sé una capacità competitiva essenziale per affrontare lo scenario post-crisi? L’energia, un ‘ritorno alla terra’, il patrimonio della conoscenza saranno le risposte giuste per il progresso?
Una lezione cinese ci insegna che l’ideogramma che sta per ‘crisi’ porta entrambi i segni di ‘pericolo’ e di ‘opportunità’; illuminati da questa riflessione il nuovo appuntamento di ECONOMIA³, a Prato sarà un momento importante per rispondere a queste ed altre domande, insieme a protagonisti mondiali del mondo economico, come il Nobel per l’Economia Robert Solow, gli economisti Jean-Paul Fitoussi e Soumitra Dutta, l’astrofisica ‘padrona di casa’ Margherita Hack.


Dal 24 al 27 settembre 2009 torna, infatti, il forum ECONOMIA³, promosso da Regione Toscana, con lo scopo di esplorare le tematiche connesse allo sviluppo economico territoriale, alle opportunità di business, all’innovazione produttiva e alla sostenibilità. Al centro dell’edizione 2009, tre parole chiave: conoscenza, terra ed energia.

Url: www.economia3.it
info@economia3.it

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