Archivio mensile:Luglio 2009

Formazione di livello europeo per i futuri viticoltori ed enologi

 

Iniziativa didattica attiva a Udine per studenti da tutto il mondo

Formazione di livello europeo
per i futuri viticoltori ed enologi

Finanziato dalla Commissione Europea il corso specialistico organizzato tra Italia, Francia, Germania, Spagna e Portogallo

La Commissione Europea ha selezionato, iscrivendolo nel programma Erasmus mundus, il Master europeo in Viticoltura ed enologia (European master in viticolture and enology – Emave) attivo all’ università di Udine. Il corso biennale con valore di laurea specialistica e rivolto a studenti di tutto il mondo potrà così accedere a finanziamento europeo. Il Master europeo Emave, attraverso un percorso di studi internazionale, forma enologi altamente qualificati in grado di spendere la propria professionalità non soltanto nei territori viticoli friulani e veneti, ma anche di altre nazioni e continenti. Il corso, in particolare, è stato selezionato con altri 17 nell’ambito del bando della Commissione europea 2010-2011, cui hanno partecipato in totale 50 progetti europei di corsi di Master congiunti.

L’approvazione della Commissione europea di Emave, attivo a Udine dal biennio 2007/2009, «rappresenta un importante riconoscimento – sottolinea il presidente dei corsi di laurea in Viticoltura e enologia, Enrico Peterlunger – del valore formativo delle iniziative didattiche organizzate dalla facoltà di Agraria di Udine in questo settore e, in particolare, dal corso di laurea magistrale in Viticoltura, enologia e mercati vitivinicoli». Il programma Erasmus mundus di mobilità e cooperazione promuove, infatti, una istruzione superiore di dimensione europea, con l’obiettivo esplicito di attirare studenti extra-UE, contribuendo ad ampliare e migliorare le prospettive di carriera degli studenti, allargandole a livello europeo e mondiale. Il Master europeo Emave è organizzato dalle università di Montpellier (Francia – coordinatrice), Udine con Padova e Verona, Torino, Geisenheim (Germania), Madrid (Spagna) e Lisbona (Portogallo).


I corsi si svolgono il primo anno a Montpellier, in lingua inglese, e il secondo anno presso le sedi di uno degli altri atenei partner, in inglese o nella lingua nazionale. La tesi di laurea può essere svolta in vari Paesi viticoli del mondo. L’approvazione di Emave nell’ambito di Erasmus mundus, «grazie ai finanziamenti che saranno destinati, consentirà anche – anticipa Peterlunger – di istituire borse di studio mensili del valore di 1.000 o di 500 euro per tutta la durata biennale del corso, oltre alla copertura delle spese di viaggio». Il tipo di preparazione offerta da Emave «consente ai futuri viticoltori – spiega Peterlunger – di operare validamente in climi e terreni differenti. Diversi nostri studenti sono già impiegati all’estero, dal Canada all’Argentina, alla Germania e fino in Thailandia».

La facoltà di Agraria dell’ateneo di Udine si conferma, dunque, in prima linea nella promozione della formazione e mobilità internazionali degli studenti. Da otto anni, infatti, offre agli studenti l’ormai consolidato percorso di studio che permette di conseguire il doppio titolo di laurea italiano-tedesco e italiano-argentino in Viticoltura ed enologia, in convenzione con l’ateneo di Trento, la Fachhochschule di Wiesbaden, l’Istituto agrario di San Michele all’Adige e l’ateneo argentino dell’Universidad Nacional de Cuyo di Mendoza. «La formazione internazionale – conclude Peterlunger – è fondamentale e i titoli di studio che permette di conseguire sono spendibili in Italia e all’estero, in un mercato del lavoro sempre più dinamico e innovativo».

 

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La FLC Cgil a Parigi per la Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’Insegnamento universitario

 

Via: www.flcgil.it

 

La FLC Cgil a Parigi per la Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’ insegnamento universitario

Investimento e cooperazione al centro della Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’Insegnamento universitario svoltasi a Parigi dal 5 all’8 luglio 2009

La FLC Cgil ha partecipato alla Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’Insegnamento universitario che si è svolta a Parigi dal 5 all’8 luglio 2009.

I lavori si sono conclusi con un appello a tutti i governi affinché provvedano ad aumentare gli investimenti per l’Università, ad incoraggiare la diversità e a rinforzare la cooperazione regionale per rispondere ai bisogni delle società.

“Mai come oggi, risulta importante investire nell’Università quale motore essenziale all’elaborazione di una società del sapere inclusiva e diversa e al progresso della ricerca, dell’ innovazione e della creatività” ribadisce il comunicato adottato alla fine della Conferenza mondiale sull’Università, che ha coinvolto più di 1000 partecipanti e circa 150 paesi nella sede dell’UNESCO a Parigi.

Durante i quattro giorni, ministri, presidenti, insegnanti universitari, studenti e alte cariche del settore privato, istituzioni regionali e multilaterali hanno dibattuto su vari temi, dall’impatto della mondializzazione alla responsabilità sociale delle università, dalla libertà accademica alla ricerca,  ai finanziamenti.

«Abbiamo definito i futuri indirizzi per l’insegnamento universitario e per una università che appare oggi come una realtà molto complessa e in rapida evoluzione, ma per la quale tutti condividiamo fondamentalmente la stessa visione delle responsabilità etiche e strategiche che le sono proprie nella odierna società mondiale”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNESCO, Koïchiro Matsuura, aggiungendo che l’organizzazione “avrebbe continuato ad esprimersi con grande determinazione a favore dell’insegnamento universitario”.


Il comunicato finale (in inglese e in francese) sottolinea che “l’insegnamento universitario deve perseguire contemporaneamente gli obiettivi di equità, di pertinenza e di qualità” e mettere l’accento sull’importanza dei meccanismi di controllo e di qualità nonché sulla necessità di “valorizzare le professionalità dell’insegnamento universitario”. Precisa, inoltre, che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione devono essere maggiormente integrate a tutti i livelli dell’insegnamento universitario per rispondere alla richiesta crescente degli studenti e permettere la condivisione dei risultati della ricerca scientifica.

Il documento finale lancia vari appelli che riprendono la necessità emersa nella Conferenza di dare nuova linfa all’insegnamento universitario in Africa adottando approcci diversificati per rispondere alla progressione rapida della domanda, rinforzando l’attenzione su settori chiavi come l’ambiente, l’estrazione delle risorse naturali e la capacità di attrarre finanziamenti privati.

Il documento insiste ancora sulla necessità di rinforzare la cooperazione regionale in termini di riconoscimento delle qualifiche, accertamento della qualità, governance, ricerca e innovazione. Fa notare altresì la necessità di stabilire sfere di insegnamento universitario e di ricerca regionali.

Nel corso della conferenza, paesi come il Brasile, la Cina e la Repubblica della Corea hanno espresso il loro impegno a promuovere l’insegnamento universitario in Africa mentre gli attori del settore privato hanno manifestato la loro volontà di sostenere l’espansione e l’eccellenza dell’Educazione in Africa e nel mondo in via di sviluppo.

Il comunicato fa emergere in modo evidente la carenza di insegnanti nel mondo e chiama gli attori dell’insegnamento superiore ad “attualizzare la formazione iniziale e continua dei docenti con dei programmi che permettano loro di fornire ai discenti il sapere e le competenze necessarie nel XXI secolo.

Il Relatore generale Suzy Salimi ha fatto notare, alla fine della conferenza, quanto “La grande partecipazione dei ministri e degli uomini politici competenti era la conferma che la comunità internazionale era cosciente del ruolo fondamentale che l’insegnamento universitario stava svolgendo nella creazione delle società del sapere”.

Roma, 31 luglio 2009

 

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Nota del Ministero: precisazione su Università di Firenze

 

Via: www.pubblica.istruzione.it

Comunicato stampa del Ministero della Pubblica Istruzione

Nota del Ministero
Precisazione su Università di Firenze

Roma, 24 luglio 2009
Il Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca precisa, in merito alla situazione del bilancio dell’ Università di Firenze, che l’ ateneo ha ottenuto sicuramente dei miglioramenti nella razionalizzazione della spesa e nel mantenere una discreta qualità della ricerca. Lo stato dei conti dell’Università di Firenze è comunque monitorato attentamente dal Miur perché molto vicino alla soglia giudicata come non adeguata. Per questo motivo attualmente l’erogazione del premio alle università più virtuose è sospesa in attesa di un’ulteriore verifica dei conti dell’ateneo.

 

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Corteo No Dal Molin Polizia attacca a manganellate i manifestanti 4 luglio 2009

www.nodalmolin.it

CRONOLOGIA
6 agosto 2006: Prima fiaccolata di protesta contro il progetto Dal Molin

26 ottobre 2006: In consiglio comunale si discute l’approvazione del progetto della nuova base. In Piazza dei signori viene organizzata una manifestazione rumorosa di protesta, con pentole, sirene, fischietti, che si protrae per diverse ore.

2 dicembre 2006: Prima manifestazione nazionale indetta per protestare contro il nuovo insediamento militare. Partecipano oltre trentamila persone: sono presenti diverse delegazioni dal resto d’Italia, in particolare dalla Val di Susa, ma la maggior parte sono cittadini di Vicenza.

16 gennaio 2007: In seguito all’editto di Bucarest con cui il presidente del consiglio Prodi manifesta la sua non-contrarietà alla nuova base, i cittadini di Vicenza danno vita ad una fiaccolata di indignazione che si conclude con l’occupazione dei binari della stazione ferroviaria da parte di diverse migliaia di persone. La stessa notte viene eretto il tendone che ospiterà da quel giorno in avanti il presidio permanente No Dal Molin.

18 gennaio 2007: una delegazione di attivisti vicentini protesta davanti a Montecitorio a Roma.

17 febbraio 2007 : Seconda manifestazione nazionale contro il Dal Molin. In un percorso ad anello attorno al centro cittadinosfila un corteo di quasi duecentomila persone, provenienti da tutta Italia, oltre che da alcuni paesi europei e dagli Stati Uniti. La manifestazione si conclude a Campo Marzo con un grande happening a cui partecipano Dario Fo ed il gruppo rock Punkreas.

24 marzo 2007: Alcune centinaia di presidianti si recano in corteo lungo via Sant’Antonino e ripristinano la legalità recidendo dei cavi di fibre ottiche posati senza alcuna autorizzazione nelle settimane precedenti. Il sospetto diffuso è che i cavi in questione serviranno la connessione internet alla nuova installazione militare.

18 aprile 2007: Nel corso di un blitz una ventina di presidianti occupa la Basilica Palladiana, edificio simbolo di Vicenza. Gli occupanti pernottano nel loggione dell’edificio, per liberarlo il giorno seguente all’arrivo di un corteo di diverse migliaia di persone.

3 giungo 2007: All’Università di Trento si svolge il Festival dell’Economia, a cui è invitato a partecipare anche il primo ministro Prodi. Numerosi vicentini protestano sonoramente fuori dall’auditorium, mentre un manipolo di presidianti, introdottisi all’interno per assistere al convegno, interrompono l’intervento di Prodi sventolando le bandiere No Dal Molin. Cinzia Bottene viene invitata sul palco per un intervento che mette visibilmente in difficoltà il Presidente del Consiglio.

9 giugno 2007: Il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush è in visita ufficiale a Roma. I movimenti no-war italiani organizzano una grande manifestazione nazionale a Roma, che viene aperta da uno spezzone del presidio permanente No Dal Molin di Vicenza.

6-16 settembre 2007: si svolge a Caldogno la prima edizione del Festival No Dal Molin. Nel corso dei dieci giorni si susseguono concerti e dibattiti con ospiti di calibro internazionale, che assieme agli stand gastronomici richiamano al festival oltre trentamila vicentini. Sempre nel corso della manifestazione, si svolge un corteo che arriva fino all’ingresso civile dell’aeroporto, dove una delegazione riesce ad ottenere il permesso di entrare nell’ area del Dal Molin per piantumare un centinaio di alberi e dare così vita al “Bosco della Pace”.

6 Novembre 2007: All’interno del Dal Molin iniziano le operazioni di bonifica dagli ordigni sepolti nel sottosuolo dalla seconda guerra mondiale. I presidianti bloccano le entrate dell’aeroporto per due giorni, impedendo l’ingresso agli addetti alle bonifiche.

23 novembre 2007: A Pozzuoli (Napoli), attivisti dei comitati campani contro le discariche e dei centri sociali di Napoli organizzano un presidio presso la ditta Strago srl*, una delle due imprese a cui sono stati appaltati i lavori di bonifica. Contemporaneamente a Firenze le donne del presidio permanente organizzano un blocco davanti ai cancelli della ABC*, l’altra ditta coinvolta nei lavori di sminamento all’interno dell’aeroporto.

11 dicembre 2007: Viene inaugurato il nuovo Teatro Comunale. Diverse centinaia di cittadini protestano all’esterno della struttura, mentre sul prato adiacente viene messa in scena l’installazione “The Wandering Cemetery” ad opera della Fattoria Artistica Antersass1.

14-16 dicembre 2007: Si svolge presso il Presidio Permanente No Dal Molin una tre giorni europea di dibattiti ed iniziative contro la militarizzazione dei territori. Intervengono attivisti provenienti da tutta Europa, ed in particolare dalla Repubblica Ceca e dalla Germania. Il 15 dicembre si svolge una manifestazione europea, a cui partecipano ottantamila persone.

16 gennaio 2008: Per celebrare l’anniversario dell’editto di Bucarest, una trentina di presidianti occupano con un blitz la sede della Prefettura, incatenandosi alla scalinata di accesso.

26 gennaio 2008: Nell’ambito del No War Global Day of Action, un’iniziativa internazionale di azione contro la guerra e le basi militari, i movimenti vicentini organizzano una spentolata presso il Villaggio Americano, dove risiedono molti militari della Caserma Ederle con le rispettive famiglie.

14 febbraio 2008: I responsabili dell’occupazione della prefettura vengono raggiunti da avvisi di garanzia. Si svolge una fiaccolata di solidarietà a cui partecipano quasi duemila persone.

08 marzo 2008: Per celebrare la festa delle donne il gruppo donne del presidio organizza una manifestazione presso Palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza. Vengono illustrati 194 buoni motivi per dire NO alla base. Il numero 194 si riferisce alla legge sull’interruzione di gravidanza, in quel periodo sotto attacco da alcune forze politiche.

18 giugno 2008: Il TAR si esprime in merito ad un ricorso del CODACONS e di alcuni comitati cittadini, ed accoglie la richiesta di sospensiva dell’avvio dei cantieri della nuova base. Il TAR rileva la mancanza di documentazione autorizzativa e quindi considera formalmente illegittimo il progetto riguardante l’ampliamento della Ederle, sollevando inoltre diverse questioni di carattere ambientale e politico, nella fattispecie la mancata partecipazione della popolazione locale alla decisione di approvare la costruzione della nuova base.

30 giugno 2008: Viene organizzata una manifestazione per difendere la sentenza del Tar, che sotto una pioggia scrosciante si conclude presso l’ingresso militare dell’aeroporto, in Viale Ferrarin, con un concerto dell’Osteria Popolare Berica.

01 agosto 2008: Il Consiglio di Stato prende in considerazione in tempi inusualmente brevi il ricorso presentato da alcuni parlamentari vicentini contro la sentenza del TAR: la sospensiva viene a sua volta sospesa, e quindi i lavori hanno via libera. I cittadini di vicenza scendono in piazza per protestare e nel corso di una fiaccolata a cui partecipano oltre duemila persone occupano nuovamente i binari della stazione, entrando da un ingresso ausiliario dopo essere stati respinti presso quello principale da un nutrito schieramento di forze dell’ordine.

03-14 settembre 2008: Si svolge la seconda edizione del Festival No Dal Molin, anche quest’anno arricchito da numerosi ospiti e da una vivace partecipazione popolare, nonostante il maltempo che rovina diverse serate. Il 6 settembre un centinaio di presidianti si reca in Viale Ferrarin per edificare una torretta di osservazione da cui controllare l’avanzamento dei lavori all’interno dell’aeroporto. Nonostante la manifestazione fosse stata precedentemente preannunciata e concordata con la questura, le forze dell’ordine intimano di rimuovere l’abuso edilizio (consistente in quattro tubi innocenti posati su delle basi in cemento). I presidianti si siedono a terra per difendere la torretta, e vengono attaccati con violenza in due riprese dalle forze dell’ordine, che feriscono diverse decine di persone e ne fermano sei. Il resto dei manifestanti si salva grazie all’intervento dei residenti di una casa adiacente alla strada, che invitano tutti a rifugiarsi nel loro giardino. Il 13 settembre si svolge una manifestazione a cui prendono parte quasi diecimila persone, sotto un diluvio costante che si protrae per tutta la durata del corteo.

02 ottobre 2008: Il Consiglio di Stato interviene nuovamente nella vicenda Dal Molin, approvando il ricorso presentato ancora una volta da alcuni parlamentari e politici vicentini contro il referendum organizzato dal Comune di Vicenza per il 5 ottobre. La sera stessa si svolge un corteo nel centro cittadino a cui partecipano oltre diecimila persone, che si conclude in Piazza dei Signori con un comizio del sindaco Variati, il quale annuncia pubblicamente che la consultazione si svolgerà ugualmente.

5 ottobre 2008: Come preannunciato, comune, comitati e presidio permanente organizzano una consultazione autogestita. Si vota presso dei gazebi posti in prossimità dei seggi elettorali ufficiali. Si recano a votare 24.094 vicentini (su un totale di aventi diritto di 84.340), il 95% dei quali esprimono la loro contrarietà alla costruzione della nuova base. Questo il quesito del referendum: “È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’area aeroportuale “Dal Molin” – ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense – da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?”

19-31 dicembre 2008: Si svolge presso il presidio permanente un festival invernale, denominato No Dal Molin Winterfest. Sotto ai tendoni della Lobia si esibiscono vari gruppi musicali, e sia la pizzeria che il ristorante funzionano a pieno regime. Il 22 dicembre l’attore Marco Paolini, assieme a Lorenzo Monguzzi ed ai Mercanti di Liquore, si esibisce nello spettacolo “Schegge dagli album”, a cui assistono diverse centinaia di persone.

10-17 gennaio 2009: In memoria dell’editto di Bucarest, e prendendo ispirazione dalle iniziative organizzate in Chiapas dal movimento zapatista (a cui tra l’altro prende parte una delegazione di presidianti), il presidio permanente proclamala Settimana della rabbia degna. Nel corso dei sette giorni si svolgono diverse iniziative di protesta e di informazione della cittadinanza.

31 gennaio 2009: Circa cinquecento presidianti occupano con un blitz il lato civile dell’aeroporto Dal Molin. Grazie alle trattative intavolate con ENAC (ente aeroportuale responsabile delle strutture) i presidianti ottengono il permesso di permanere all’interno dell’area. Viene eretto un tendone (trasportato appositamente dal presidio) presso cui vengono organizzate cene, concerti ed assemblee.

2 febbraio 2009: Circa duemila persone partecipano (sotto alla pioggia) ad una fiaccolata che si conclude presso l’ingresso civile dell’aeroprto. I presidianti abbandonano poi l’occupazione, ottenendo l’impegno da parte del Comune di Vicenza di avviare delle procedure per assicurarsi la gestione della parte del Dal Molin non coinvolta dal progetto della nuova base. L’ENAC si impegna inoltre a mettere a disposizione dei presidianti una stanza all’interno dell’aeroporto per effettuare una Valutazione di Impatto Ambientale autogestita nel caso il Governo si rifiutasse di produrne una ufficiale.

6 febbraio 2009: Un gruppo di presidianti si reca presso Viale Ferrarin per tentare di bloccare i camion che trasportano via dall’aeroporto i detriti prodotti dalla demolizione della pista di atterraggio. Per tutto il pomeriggio i presidianti provano ad impedire il transito dei mezzi, mentre le forze dell’ordine tentano di inseguirli e garantire ad i camion la circolazione.

10 Febbraio 2009: Il presidio lancia una giornata di blocco totale dell’aeroporto Dal Molin.La questura vieta sia il corteo studentesco sia il presidio dei cittadini, creando di fatto una zona rossa attorno all’ingresso militare dell’aeroporto. Le iniziative prendono il via alle sei di mattina, quando circa duecento presidianti tentano di recarsi in Viale Ferrarin per impedire l’accesso all’aeroporto ai camion. Si trovano di fronte uno schieramento di polizia di proporzioni sconsiderate: circa 400 agenti sorvegliano non solo l’accesso al Dal Molin, ma anche tutte le strade secondarie che conducono nei pressi della zona. I presidianti vengono immediatamente respinti dai dirigenti della questura, che manifestano atteggiamenti assolutamente autoritari ed illiberali, e decidono quindi di recarsi in macchina presso la ditta Carta Isnardo, responsabile dei lavori all’interno dell’aeroporto, che ha sede in provincia a Montecchio Precalcino. Giunti sul posto bloccano l’accesso allo stabilimento dell’impresa, chiedendo di incontrare un responsabile. Dopo mezzora intervengono le forze dell’ordine che sgomberano in modo molto sbrigativo il blocco. I presidianti tornano quindi in prossimità di Viale Ferrarin, dove nel frattempo si sta concludendo un corteo studentesco a cui partcipano diverse centinaia di giovani. Nel prosieguo della mattinata un gruppetto di presidianti riesce nuovamente a bloccare un camion della ditta Carta lungo il tragitto tra l’azienda ed il Dal Molin, ma nel corso dell’azione sedici attivisti vengono fermati e portati in questura, dove vengono denunciati per violenza privata aggravata.

14 febbraio 2009: Settemila cittadini, tra cui numerosi esponenti delle forze politiche di maggioranza del Consiglio Comunale, sfilano fino alla Questura di Vicenza per manifestare la loro solidarietà con gli attivisti denunciati, per difendere il diritto di manifestare e di protestare, e per denunciare le affermazioni rilasciate nei giorni precedenti dal questore Sarlo, che aveva paventato sulla stampa locale la possibilità di procedere contro i militanti del presidio permanente per il reato di associazione a delinquere.

6 giugno 2009: con un ]blitz un centinaio di donne e uomini entrano all’interno del Dal Molin e piantano un grande pennone->210] con la bandiera simbolo della mobilitazione per lanciare la manifestazione del prossimo 4 luglio.