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Arrivano 1,6 miliardi di euro per Ricerca e Innovazione nel Mezzogiorno

Ricerca, al via il Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività per le Regioni della Convergenza

1,6 miliardi di euro per Ricerca e Innovazione nel Mezzogiorno
Roma, 31 luglio 2009

Sono stati firmati oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca i primi tre Accordi di Programma Quadro (Calabria, Campania, Puglia) che danno attuazione al Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività per le Regioni della Convergenza, sottoscritto lo scorso 25 giugno dal Ministro Mariastella Gelmini e dai Presidenti delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Gli accerti firmati oggi danno il via libera allo stanziamento di 1,6 miliardi di euro per i prossimi tre anni, provenienti da risorse comunitarie (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e nazionali (Fondo di Rotazione).
Gli APQ sono il principale strumento di attuazione della strategia di intervento che può contare per la Ricerca su 3,2 miliardi di euro. La prossima settimana sarà firmato anche l’APQ con la Regione Sicilia.


Le principali linee di intervento sono le seguenti •Aree scientifico-tecnologiche Interventi per rafforzare il potenziale di ricerca e innovazione delle regioni negli ambiti scientifico-tecnologici di importanza strategica per l’economia delle Regioni della Convergenza. •Reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico Interventi diretti a sostenere la capacità innovativa delle università, dei centri di ricerca e delle imprese, promuovendo lo sviluppo di filiere scientifico-tecnologiche di eccellenza pubblico-private, il potenziamento e lo sviluppo di Distretti di Alta Tecnologia e relative reti, nonché la creazione, il potenziamento e lo sviluppo di laboratori pubblici e privati. •Potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifico-tecnologiche Sviluppo delle strutture di eccellenza di valenza sovra-regionale per rispondere alle esigenze di innovazione delle imprese. •Valorizzazione dei risultati migliori Valorizzazione dei migliori risultati conseguiti sia nelle Regioni della Convergenza che nel Centro-Nord per la promozione di reti di servizi per l’innovazione (consulenza, sensibilizzazione, tutoraggio). Se ti è piaciuto questo articolo potresti essere interessato al nostro network di blog professionali dedicati all’impresa e alle aziende o al nostro sito di videonews internazionali.

La FLC Cgil a Parigi per la Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’Insegnamento universitario

 

Via: www.flcgil.it

 

La FLC Cgil a Parigi per la Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’ insegnamento universitario

Investimento e cooperazione al centro della Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’Insegnamento universitario svoltasi a Parigi dal 5 all’8 luglio 2009

La FLC Cgil ha partecipato alla Conferenza mondiale dell’UNESCO sull’Insegnamento universitario che si è svolta a Parigi dal 5 all’8 luglio 2009.

I lavori si sono conclusi con un appello a tutti i governi affinché provvedano ad aumentare gli investimenti per l’Università, ad incoraggiare la diversità e a rinforzare la cooperazione regionale per rispondere ai bisogni delle società.

“Mai come oggi, risulta importante investire nell’Università quale motore essenziale all’elaborazione di una società del sapere inclusiva e diversa e al progresso della ricerca, dell’ innovazione e della creatività” ribadisce il comunicato adottato alla fine della Conferenza mondiale sull’Università, che ha coinvolto più di 1000 partecipanti e circa 150 paesi nella sede dell’UNESCO a Parigi.

Durante i quattro giorni, ministri, presidenti, insegnanti universitari, studenti e alte cariche del settore privato, istituzioni regionali e multilaterali hanno dibattuto su vari temi, dall’impatto della mondializzazione alla responsabilità sociale delle università, dalla libertà accademica alla ricerca,  ai finanziamenti.

«Abbiamo definito i futuri indirizzi per l’insegnamento universitario e per una università che appare oggi come una realtà molto complessa e in rapida evoluzione, ma per la quale tutti condividiamo fondamentalmente la stessa visione delle responsabilità etiche e strategiche che le sono proprie nella odierna società mondiale”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNESCO, Koïchiro Matsuura, aggiungendo che l’organizzazione “avrebbe continuato ad esprimersi con grande determinazione a favore dell’insegnamento universitario”.


Il comunicato finale (in inglese e in francese) sottolinea che “l’insegnamento universitario deve perseguire contemporaneamente gli obiettivi di equità, di pertinenza e di qualità” e mettere l’accento sull’importanza dei meccanismi di controllo e di qualità nonché sulla necessità di “valorizzare le professionalità dell’insegnamento universitario”. Precisa, inoltre, che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione devono essere maggiormente integrate a tutti i livelli dell’insegnamento universitario per rispondere alla richiesta crescente degli studenti e permettere la condivisione dei risultati della ricerca scientifica.

Il documento finale lancia vari appelli che riprendono la necessità emersa nella Conferenza di dare nuova linfa all’insegnamento universitario in Africa adottando approcci diversificati per rispondere alla progressione rapida della domanda, rinforzando l’attenzione su settori chiavi come l’ambiente, l’estrazione delle risorse naturali e la capacità di attrarre finanziamenti privati.

Il documento insiste ancora sulla necessità di rinforzare la cooperazione regionale in termini di riconoscimento delle qualifiche, accertamento della qualità, governance, ricerca e innovazione. Fa notare altresì la necessità di stabilire sfere di insegnamento universitario e di ricerca regionali.

Nel corso della conferenza, paesi come il Brasile, la Cina e la Repubblica della Corea hanno espresso il loro impegno a promuovere l’insegnamento universitario in Africa mentre gli attori del settore privato hanno manifestato la loro volontà di sostenere l’espansione e l’eccellenza dell’Educazione in Africa e nel mondo in via di sviluppo.

Il comunicato fa emergere in modo evidente la carenza di insegnanti nel mondo e chiama gli attori dell’insegnamento superiore ad “attualizzare la formazione iniziale e continua dei docenti con dei programmi che permettano loro di fornire ai discenti il sapere e le competenze necessarie nel XXI secolo.

Il Relatore generale Suzy Salimi ha fatto notare, alla fine della conferenza, quanto “La grande partecipazione dei ministri e degli uomini politici competenti era la conferma che la comunità internazionale era cosciente del ruolo fondamentale che l’insegnamento universitario stava svolgendo nella creazione delle società del sapere”.

Roma, 31 luglio 2009

 

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